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NUTRACEUTICA - OLIO DI SALMONE SELVAGGIO ROSSO SOCKEYE

Queen Charlotte

A cura del dr. Edilio Lancellotti

Per comprendere bene il significato del termine “nutraceutica” dobbiamo attingere dalla storia e più precisamente dall’intuizione del padre della medicina moderna Ippocrito che affermava “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo”. Questo concetto sta prendendo sempre più campo soprattutto oggi in quanto ci si sta accorgendo che il farmaco non può essere usato come terapia di base preventiva. L’interesse, quindi, al problema si sposta alla nostra alimentazione che, oltre a mantenere il nostro fabbisogno tale da apportarci il giusto mix di nutrienti, dovrà essere rivolta anche al mantenimento della nostra salute. E’ stato, quindi, di recente coniato il termine di “nutraceutica” che è la sintesi di due termini : nutrizione e farmaceutica e si riferisce allo studio di alimenti che hanno una funzione benefica sulla salute umana. “La nutraceutica, che unisce la scienza della nutrizione alla clinica medica, è la colonna portante della medicina anti- invecchiamento”, ha illustrato Giovanni Scapagnini, professore di Biochimica Clinica presso l’Università degli Studi del Molise. “Vi sono alimenti che stimolano le difese naturali dell’organismo e la dieta mediterranea, a base di olio di oliva, pesce e verdure, costituisce il paradigma per la prevenzione di molte patologie. Ad esempio, l’oleocantale estratto dall’olio d’oliva è un antinfiammatorio più potente dell’ibuprofene, il resveratrolo, contenuto nell’uva, è in grado di attivare le sirtuine, proteine che difendono il Dna cellulare dallo stress ossidativo, aumentando la longevità, gli omega 3 regolarizzano i trigliceridi e proteggono il cuore”.

Gli alimenti che compongono questa categoria non sono solo i cibi funzionali come ad esempio l’olio extravergine d’oliva, le proteine

vegetali della soia, il pane lavorato con farine macinate a pietra, carni e latte da allevamenti biologici ecc., ma anche gli integratori alimentari, i probiotici, i prebiotici, gli enzimi, i polivitaminici, gli antiossidanti, i principi attivi di origine vegetale che hanno dimostrato le loro attività in qualche caso anche per la cura di alcune patologie croniche. Tra tutti questi spicca la presenza e ne è dimostrata la notevolissima importanza del cosiddetto “olio di pesce”.

Un recente provvedimento del ministero della salute ha inserito in classe di prescrivibilità A le specialità a base di acidi grassi polinsaturi ( Eskim, Esapent, Seacor ecc.) noti anche come n-3 PUFA ( polyunsaturated fatty acids), omega -3, EPA( acido eicosapentaenoico) e DHA ( acido decosaesaenoico), oppure, più semplicemente, oli di pesce. La riclassificazione a carico del SSN di queste specialità, prima disponibili solo a pagamento, costituisce un riconoscimento dell’importanza degli olii di pesce nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma gli studi su questi acidi grassi non si sono limitati a questa patologia, anche se molto importante. Infatti oggi sappiamo che agiscono positivamente sul metabolismo lipidico evidenziato soprattutto in un abbassamento dei tassi ematici di trigliceridi ed un aumento del colesterolo HDL; agiscono positivamente nella riduzione della risposta infiammatoria, sulla attivazione piastrinica, sulla tendenza alla trombosi e sulla parete vascolare. Essi, inoltre, riducono moderatamente la pressione arteriosa e favoriscono un modesto effetto antiaggregante piastrinico. A livello cutaneo la mancanza di tali acidi grassi può provocare effetti visibili quali secchezza, desquamazione ecc. Altre indicazioni desunte sempre dai molti studi effettuati sono: azione sui radicali liberi, azione antidepressiva e sul tono dell’umore, prevenzione oncologica, azione sulla prevenzione di alcune patologie oculari come la retinopatia diabetica e la maculopatia degenerativa.

Nell’ambito della categoria degli “oli di pesce” si stacca decisamente l’olio puro di Sockeye.

 

Innanzitutto è importante conoscere che cosa è l’olio puro di Sockeye. Viene estratto naturalmente e senza aggiunta di additivi dall’encefalo di una famiglia particolare di salmoni chiamati Sockeye che vivono e si riproducono in libertà in Alaska. Questa tipologia di salmoni è caratterizzata da una carne rossa ricchissima di acidi grassi polinsaturi essenziali e dalla presenza di un componente naturale che la differenzia dagli altri oli di pesce più o meno naturali che si trovano in commercio. Il composto è l’Astaxantina che viene assimilato dai salmoni Sockeye in quanto essi si nutrono di una particolare alga stanziale che la contiene in grande quantità. Solo per far comprendere l’importanza di questo composto, basta citare che ha una capacità antiossidante 100 volte più potente della Vitamina E e 10 volte più potente del beta-carotene nel combattere i radicali liberi. L’Astaxantina ha la particolarità, essendo un carotenoide, di colorare naturalmente le carni del salmone di rosso. Le importantissime proprietà e le peculiari caratteristiche di questo composto sono oramai note nel mondo scientifico. Giova soffermarsi anche sul metodo di estrazione e delle conseguenti caratteristiche. La fonte di estrazione dell’olio di pesce Sockeye non è come negli altri oli il fegato o il tessuto in toto del pesce ma è quella piccola parte del salmone data dall’encefalo. La conseguenza fondamentale e discriminante è data dall’assenza totale di possibili inquinanti che le carni stesse possono assorbire dall’inquinamento marino. Non è, quindi, necessario operare alcuna operazione di filtraggio o disinquinamento del prodotto finito.

Quello che le capsule di Olio di salmone Sockeye contengono è solo ed esclusivamente acidi grassi saturi e polinsaturi essenziali ed astaxantina. L’associazione naturale tra la componente oleosa e l’Astaxantina rende l’olio di salmone selvaggio Sockeye unico nel suo genere nella prevenzione ed anche nella cura di importanti sintomatologie croniche e degenerative.