Sockeye Salmon

Sockeye Salmon

Il salmone selvaggio Sockeye (Oncorhynchus Nerka) o Salmone Rosso è la specie più apprezzata per merito della carne rossa e ricca di grassi polinsaturi essenziali (Omega 3) in grado di con- servare colore e sapore con qualsiasi metodo di conservazione. Nell’habitat marino, il Sockeye si nutre soprattutto di gambe- retti e piccoli crostacei, i quali costituiscono una fonte ricchissi- ma di astaxantina (molecola contenuta appunto nel loro guscio), che conferisce il tipico colore rosa-arancio alle carni.

L’Astaxantina è un pigmento carotenoide rosso. E’ prodotto da piante microscopiche: la micro-alga Haematococcus pluvialis. L’alga Heamatococcus può contenere più di 30 g di Astaxantina per un kg di alga essiccata. Di questa micro-alga si nutrono or- ganismi marini come i salmoni, i gamberi, i granchi, le aragoste. L’Astaxantina è responsabile del colore rosso di questi animali. L’Astaxantina è un potente antiossidante. L’attività purificante contro i radicali liberi dell’Astaxantina protegge i lipidi dall’os- sidazione e riduce i danni ossidativi del colesterolo LDL (tramite la riduzione della formazione della placca arteriosa) nelle mem- brane cellulari e mitocondriali. L’Astaxantina aumenta la forza e la resistenza.

Sembra che l’Astaxantina migliori il sistema immunitario au- mentando il numero delle cellule produttrici di anticorpi. L’A- staxantina eleva la produzione di anticorpi esercitando un’azio- ne sulle cellule-T e cellule-T aiutanti. L’Astaxntina è usato per trattare malattie neuro-degenerative come i morbi di Parkinson e di Alzheimer, inoltre protegge gli occhi e la pelle dai danni da radiazioni solari calmando l’ossigeno singoletto e tripletto (studi sui topi dimostrano che l’Astaxantina riduce i danni alla retina).

Studi hanno dimostrato gli effetti anti-cancerogeni dell’A- staxantina sui roditori. L’effetto inibitore dell’Astaxantina sul cancro è più potente di quello del betacarotene.

A differenza del salmone di allevamento (Salmon-Salar), la cui riproduzione si replica nell’arco della vita ed è sostenuta da un’alimentazione indotta dall’uomo, il Salmone Sockeye esau- risce la sua esistenza nel giro di 10 giorni dalla riproduzione, in modo naturale, seguendo il breve ciclo biologico tipico di questa specie.

La zona più importante per la riproduzione sono i fiumi che sfo- ciano nella Baia dell’Alaska, dove la fecondazione avviene da maggio ad ottobre.

Una volta nati, gli avanotti di Sockeye, trascorrono da 1 a 3 anni nei laghi prima di migrare nei mari del Pacifico, a differenza delle altre specie selvagge come i Pink (O. Gorbuscha) o Sal- mone Rosa ed i Chum (O. Keta) o Salmone Keta, i quali migrano direttamente nei mari, o come i Coho (O. Kisutch) o Salmone Argentato ed i Chinook (O. Tschwytscha) o Salmone Reale, che restano nei fiumi.

Verso i quattro anni pesano già sui 3 chilogrammi e raggiunta la maturità, sono pronti per la riproduzione tornando nei fiumi d’origine. Riescono a trovare il luogo di provenienza per mezzo del sole, cioè con il metodo della cosiddetta “bussola solare” o di orientamento celeste, già dimostrato negli uccelli, come pure nelle api. Una volta arrivati nei fiumi di origine ritrovano l’esatto luogo nativo attraverso l’olfatto.

La grande quantità di olio presente nel Sockeye risulta essere una preziosissima riserva di grasso necessaria alla sopravviven- za del salmone stesso durante la lunga migrazione di migliaia di chilometri nelle fredde acque artiche, prima di raggiungere il luogo di deposizione delle uova.

Ed anche a compimento del loro arco di vita, i salmoni selvaggi danno l’ennesimo contributo alla natura e con l’ultimo atto del ciclo biologico, cedono le sostanze nutrienti di questa ricca fon- te di grassi a sostentamento dell’ecosistema circostante.

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Benefici dell’Omega 3

Gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 appartengono ad un gruppo di grassi poliinsaturi detti “essenziali” perché sono necessari alla vita ed alla salute dell’organismo. Il corpo umano non è in grado di produrli da solo, perciò essi devono essere assimilati tramite la dieta in una percentuale appropriata per favorire il benessere dell’organismo.

Nella lunga catena degli acidi grassi Omega 3, EPA e DHA, dal punto di vista nutrizionale, sono considerati migliori rispetto al loro parente nr. 3 ALA.

EPA e DHA sono forme di grassi che il corpo umano richiede e che vengono sintetizzate in quantità insufficiente dall’ALA.

Da qui la necessità, come affermano gli scienziati, di assumerli attraverso il regime alimentare. Le fonti più ricche e facilmente reperibili di questi grassi si trovano in alcune specie di pesci, nell’olio di fegato di merluzzo e negli integratori come l’olio di pesce. Altre fonti come il krill ed altre, contenute nei cibi quo- tidiani come pane e succhi di frutta, sono prodotti in minore quantità in varie parti del mondo.

Gli Omega-3 hanno effetti anti-infiammatori e aiutano a preve- nire i disturbi cardiaci; gli Omega-6 riducono il colesterolo nel sangue e mantengono un buon tono della pelle

Gli esperti sostengono che il regime alimentare umano abbia sviluppato una dieta il cui rapporto degli Omega 6 sugli Omega 3 dovrebbe essere di 2:1.

L’osservazione attuale degli scienziati ha evidenziato in genera- le uno sbilanciamento delle proporzioni dei due polinsaturi nelle diverse popolazioni: nel Regno Unito la media è di circa 8:1, mentre negli USA è di circa 10:1 ed in Australia di 12:1.

Potenzialmente, ogni area del corpo umano può essere espo- sta a danni nel caso di sbilanciamento delle proporzioni dei due polinsaturi.

La recente ricerca sta indagando su quanto debba essere grave tale sproporzione affinché i problemi derivanti siano evidenti, anche se ciò può variare da individuo ad individuo.

Il salmone è considerato uno dei “nove cibi senza i quali non si dovrebbe vivere” per il suo alto contenuto di acidi grassi Ome- ga-3.

I migliori tipi di grassi Omega-3 sono di gran lunga quelli che si trovano nel pesce. Questo perché l’Omega-3 è presente nel pesce nei due acidi grassi fondamentali per la salute dell’orga- nismo, il DHA e l’EPA. Questi due acidi grassi sono fondamen- tali nella prevenzione dell’infarto, del cancro e di molte altre patologie. Il cervello umano è anche molto dipendente dal DHA ed il mantenimento di alti livelli di tale acido grasso può aiutare a combattere la depressione, la schizofrenia, la perdita della memoria e l’Alzheimer. L’Omega-3 è anche molto importante per le donne incinte e per i bambini, così che i ricercatori stanno attualmente collegando un apporto inadeguato di Omega-3 alla nascita prematura, allo scarso peso alla nascita ed alla iperat- tività nei bambini.

Il salmone selvaggio “Sockeye” contiene la più alta percentuale di Omega-3 di tutti i pesci, circa 2,7 grammi per una porzione di 100 grammi.

Gli acidi grassi Omega-3 hanno, quindi, molte funzioni biologi- che essendo elementi primari per la salute dell’organismo e per potenziare ciascuna cellula e gli organi del corpo umano. Insie- me ai loro partner, gli acidi grassi Omega-6, essi mantengono il

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nostro corpo in equilibrio, controllando le funzioni fisiologiche base come l’infiammazione, la segnalazione delle cellule, la pressione del sangue, la risposta immunitaria e la eccitabilità elettrica del cuore e delle cellule cerebrali, con conseguente minore rischio di disturbi cardiaci e di infarto.

I cibi ricchi di acidi grassi Omega-3 infattipossono arrestare l’a- ritmia prima che porti a morte improvvisa dovuta ad attacchi cardiaci. Attraverso il consumo costante di alcuni pesci come il salmone, si possono ottenere risultati paragonabili a quelli de- rivanti dall’uso degli avanzatissimi medicinali per le patologie cardiache

Uno dei modi in cui il consumo degli acidi grassi Omega-3 ridu- ce il rischio di infarto è tramite l’aumento del livello di questi acidi grassi nelle membrane cellulari, il che riduce l’accumulo delle piastrine del sangue e gli spasmi

coronarici. …Anche quantità modeste di acidi grassi Omega-3 derivanti dal pesce marino possono ridurre la vulnerabilità della fibrillazione ventricolare e, in questo modo, ridurre i rischi di mortalità da pato- logie cardiache coronariche.

Il pesce riduce il rischio complessivo di malattie cardiache del 38% e quello di infarto del 60% rispetto ai soggetti che si nutrono prevalentemente di carne rossa. La American Heart Association raccoman- da che ciascuno includa nella propria dieta almeno due pasti a base di pesce alla set- timana, in particolare pesce che contenga grassi (come il salmone). Questo consiglio è basato su prove scientifiche che hanno

attestato che le persone che consumavano almeno un pasto o due pasti a base di pesce alla settimana, avevano una minore incidenza di disturbi cardiaci e di infarti. I modi in cui gli acidi grassi Omega-3 riducono il rischio di malattie cardio-vascolari sono già stati studiati. Comunque, la ricerca ha mostrato che essi diminuiscono il rischio di aritmia che può portare a morte improvvisa per infarto; diminuisce le trombosi (formazione di grumi di sangue) che può portare ad attacchi cardiaci; diminui- sce il livello dei trigliceridi nel sangue, riduce il tasso di crescita della placca arteriosclerotica; contribuisce alla salute delle ar- terie e abbassa la pressione del sangue.

Nelle persone affette da diabete, l’assunzione di omega-3 (ad esempio assumere pesce almeno 5 volte alla settimana) riduce il rischio di patologie coronariche fino ad un 60%.

Anche se non è chiaro se effettivamente il pesce prevenga il so- pravvenire del diabete, bisogna riconoscere che le popolazioni che mangiano molto pesce come i groenlandesi, gli eschimesi ed i giapponesi hanno generalmente un tasso di diabete più basso.

Altri effetti positivi derivanti dall’assunzione di Omega-3 sono quello Anti-età in quanto, cominciando a mangiare pesce due o tre volte alla settimana, si migliora rapidamente lo stato della pelle; effetto anti-infiammatorio nelle infiammazioni e nelle pa- tologie autoimmuni, per i benefici che apportano gli integratori

alimentari a base di oli di pesce in parecchie malattie infiam- matorie e autoimmuni dell’uomo, inclusa l’artrite reumatoide e diminuzione dei dolori associati e del consueto indolenzimento mattutino, nonché riduzione dei sintomi di certi disturbi delle articolazioni.

Miglioramento di Asma e malattie polmonari, soprattutto nei bambini che assumono pesce più di una volta alla settimana e presentano un terzo del rischio di AHR (asma) rispetto ai bambi- ni che non mangiano pesce regolarmente.

Inoltre l’effetto anti-infiammatorio degli acidi grassi Omega-3 può essere impiegato nella cura di patologie polmonari croni- che.

Recenti studi provano che un apporto di grassi nella dieta può portare a significativi cambiamenti nella composizione dei gras-

si poliinsaturi nel “micro-ambiente” del seno e questi cambiamenti hanno impor- tanti implicazioni per la prevenzione del cancro al seno.

E ancora, l’assunzione di Omega-3 svolge un effetto protettivo riducendo il rischio di demenza senile incluso il morbo di Alzhei- mer; in uno studio effettuato su più di 1000 persone (età media 75 anni), coloro che presentavano un livello più alto di aci- di grassi Omega-3 detti DHA nel sangue avevano più del 40% delle probabilità in meno di sviluppare la demenza (incluso l’Alzheimer) nei successivi nove anni, ri- spetto alle persone con livelli più bassi di DHA. Gli esperti consigliano di mangiare almeno un pasto a base di pesce ricco di

Omega-3 alla settimana.

Altra importante proprietà degli Omega-3, è il loro effetto anti- depressivo. L’olio di pesce può aiutare a combattere un numero considerevole di patologie psichiatriche. Secondo ricercatori un consumo elevato di acidi grassi essenziali nel pesce, in partico- lare l’Omega-3, sembra essere collegato con un minore rischio di depressione e una migliore cura della depressione maniacale e della schizofrenia.

 

A cura della Redazione

 

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